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Quali sono le fasi della selezione del personale e come relazionarsi al meglio al colloquio valutativo

Per chi è in cerca di lavoro è molto importante avere chiaro come funziona un processo di selezione, quali sono le sue fasi e come relazionarsi al meglio con i recruiter.

Per questo, ne abbiamo parlato con uno dei nostri ex allievi, Tiziano Falaschi, recruiter, esperto di selezione e orientatore professionale.

Tiziano, come funziona un processo di selezione? Quali sono le sue fasi?

Il processo di selezione ha delle fasi “teoriche” ben precise: stesura della job description, fase di recruiting, colloquio di selezione, fase della scelta, inserimento e onboarding.

Questo è un processo teorico perché molto dipende dalla tipologia di azienda, se è piccola, media o se è una grande realtà aziendale strutturata.

In genere un’azienda apre un processo di selezione per diversi motivi:

L’azienda si muove per sopperire alla carenza di risorse in diversi modi e attivando diversi canali. Qui entra in gioco la struttura e l’organizzazione aziendale e il rispetto delle tappe teoriche, che abbiamo visto sopra, del processo di selezione.

Come cambia un processo di selezione in base alla tipologia e grandezza dell’azienda?

Allora, la piccola e media impresa vede in genere al suo interno una forte presenza della proprietà in tutte le fasi del processo di selezione, spesso non ha un ufficio risorse umane dedicato, ma si avvale di soggetti esterni come ad esempio le Agenzie per il Lavoro, ha processi decisionali più veloci e tempi di inserimento più stretti.

Al contrario, una grande azienda prevede dei processi di selezione strutturati, con risorse e passaggi ben precisi, un processo definito, un budget dedicato e diversi livelli decisionali. Qui troviamo inoltre in genere un data base di candidati, un sito internet con la sezione “lavora con noi” aggiornata, una forte presenza sui social, un’attenzione alle relazioni sul territorio con scuole e realtà formative.

Ma che differenza c’è tra un colloquio con un’Agenzia per il lavoro (ApL) e un colloquio con l’azienda sia essa PMI o grande realtà?

L’ApL ha il compito di fare il macht tra ciò che è richiesto dall’azienda cliente e il candidato, cercando di valutare e comprendere a fondo le soft skills e le motivazioni, oltre alle competenze tecniche e al titolo di studio richiesto. L’indagine delle soft skills in particolare permette di capire se si crea il perfetto connubio tra l’azienda e il candidato, andando oltre le competenze possedute e valutando anche se la persona può integrarsi in quel contesto e in quel team.

Il colloquio in azienda, oltre ad approfondire le soft skill e gli aspetti motivazionali, sarà più centrato sulle hard skill. In base alla vacancy aziendale spesso, oltre al colloquio con le risorse umane o con la proprietà nel caso di una PMI, c’è spesso un colloquio con una figura tecnica in base al ruolo che dovrà essere svolto.

Nelle PMI particolare attenzione sarà dedicata sull’adattabilità ad un contesto dove il rapporto fiduciario è più profondo e strutturale.

Ma come si può approcciare al meglio un colloquio di lavoro?

Per risponderti, vediamo come si articola un colloquio di lavoro e come comportarsi al meglio in ognuna di queste fasi. Il colloquio di lavoro si articola in tre fasi: il prima, il durante e il dopo.

La prima fase, preliminare rispetto al colloquio, deve essere accurata e precisa e comprende:

La seconda fase, che si svolge durante il colloquio, invece prevede:

La fase del post colloquio invece sarà dedicata a:

Infine – e questa è la parte migliore – quando il processo di selezione si chiude positivamente, si arriverà alla proposta contrattuale e alla fase di ingresso in azienda.

Per approfondire questa tematica scrivici a formazione@makeitso.it

 

Tiziano Falaschi – Orientatore e Consulente HR